Arriva l’Estate, cioccolato e mirtilli per salvare la pelle…

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Arriva l’Estate, cioccolato e mirtilli per salvare la pelle…

Cioccolato, olio extravergine di oliva, resveratrolo che è contenuto nel vino rosso e beta carotene che si trova invece nelle carote, acidi grassi come quelli derivanti dal salmone, mirtilli. E poi le spezie che contengono acido rosmarinico come ad esempio il rosmarino stesso, il timo, la maggiorana, l’origano e l’acido ellagico, che ad esempio si trova nelle bacche di goji. Ecco come, anche con un’alimentazione a base di cibi che contengono antiossidanti, polifenoli, vitamina E e B, si può preparare la pelle all’esposizione al sole mesi prima che arrivi l’estate.

Ne ha parlato al congresso di dermatologia Sidemast a Sorrento Serena Lembo, ricercatrice e docente della cattedra di Dermatologia dell’Università di Salerno. Per prepararsi all’esposizione al sole, in situazioni normali e ancor più se vi è una predisposizione a sviluppare problemi, se si è di fototipo chiaro o si segue una terapia con immunosoppressori si può iniziare a proteggersi con le creme o assumendo composti naturali o sintetici con funzione antiossidante, capaci cioè di fornire alle cellule i substrati necessari per neutralizzare ed eliminare i radicali liberi dell’ossigeno che inevitabilmente si producono durante l’esposizione al sole.

«Come prodotti naturali c’è il polypodium leucotomos che è un estratto dalla felce» ha consigliato Lembo, indicando anche il cioccolato che ha funzioni antiossidanti, il resveratrolo del vino rosso, i polifenoli e il già noto beta-carotene. Da non dimenticare inoltre i tocoferoli derivanti dall’olio d’oliva, gli acidi grassi del salmone o degli oli di pesce, l’acido ellagico dei frutti di bosco, l’acido rosmarinico, gli isoflavoni della soia e non ultima, la nicotinamide di sintesi, riserva energetica per le cellule.

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Attenzione – I cibi senza glutine fanno dimagrire? No! È l’esatto contrario: fanno prendere peso più velocemente.

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Attenzione – I cibi senza glutine fanno dimagrire? No! È l’esatto contrario: fanno prendere peso più velocemente.

 

Celiachia: “Il gluten free fa dimagrire? No, è l’esatto contrario”

“Chi non è celiaco e consuma i cibi gluten free perché crede che siano alimenti dietetici compie una grande sciocchezza: i prodotti senza glutine tutto fanno eccetto che aiutare a dimagrire perché hanno un indice glicemico più alto degli alimenti tradizionali. Stiamo attenti quindi alle tendenze e alle mode a tavola”.
Andrea Ghiselli, nutrizionista, conosciuto ai lettori del nostro giornale, è dirigente di ricerca del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, e insieme a lui nel numero di gennaio de Il Salvagente dedicato al “Lato oscuro del gluten free” abbiamo cercato di capire quali problematiche nascondono i cibi gluten free per chi non è intollerante alla proteina del grano.

La Settimana della celiachia per sfatare falsi miti

Riproponiamo questa intervista alla vigilia della Settimana della celiachia (13-21 maggio prossimi) organizzata dall’Aic, Associazione Italiana Celiachia Onlus, che ha lanciato l’allarme: “Sono 6 milioni gli italiani che mangiano senza glutine senza essere celiaci e spendendo ogni anno 105 milioni di euro per alimenti di cui in realtà non avrebbero bisogno. Spinti da falsi miti e dalle mode di star, starlette e superstar non mangiano nulla che contenga glutine, convinti di avere benefici per la salute e per la forma fisica”.

Da recenti indagini sui consumatori risulta che 1 italiano su 10 ritiene che la dieta gluten free sia più salutare e che 3 su 10 pensano che faccia dimagrire. False credenze smentite da gastroenterologi e nutrizionisti che, al contrario, possono portare a conseguenze negative per la salute. Chi si mette a dieta senza glutine senza una diagnosi precisa, infatti, “rischia – avvertono da Aic – di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei suoi malesseri”.

Ghiselli: “I cibi senza glutine fanno prendere peso più velocemente”

“Facciamo prima una premessa. Se un consumatore celiaco ingerisce glutine subisce un’infiammazione dell’intestino e non è più capace di assorbire nutrienti. In genere è un soggetto che difficilmente prende peso, ha carenza di minerali come il ferro, è più vulnerabile”. Il rimedio? “I cibi senza glutine rimettono a posto la mucosa intestinale che torna ad assorbire nutrienti e, complice anche un indice glicemico più alto, fanno prendere peso più rapidamente”. Ovvero producono l’effetto contrario di quello sperato da chi li sceglie per mettersi a dieta. “Chi vuole dimagrire e mangia gluten free compie una grande sciocchezza”, aggiunge Ghiselli.
Perché questi cibi hanno un indice glicemico più alto? Le proteine concorrono alla diminuzione dell’indice glicemico e il glutine è un composto proteico contenuto nel frumento. “Togliendolo dai cibi – aggiunge il nutrizionista – l’indice glicemico si alza notevolmente. Per rimediare a questo, oltre che per motivi di gusto, possono essere aggiunti negli alimenti gluten free grassi che abbassano l’indice glicemico ma hanno un costo calorico elevato”. Si torna al punto di partenza: chi pensa di perdere peso con prodotti senza…

La carenza di fibra, sali minerali e vitamine

Un’altra problematica che riguarda i cereali naturalmente senza glutine è la relativa maggiore carenza di fibra, sali minerali e vitamine.

Sono davvero meno nutrienti? “Distinguiamo: i cereali che naturalmente non contengono glutine, come riso e mais, hanno meno fibra, sali minerali e vitamine rispetto ai tradizionali frumento, orzo, segale. Tuttavia ci sono anche i cosiddetti ‘pseudo cereali’, come l’amaranto, il grano saraceno e la quinoa che sono naturalmente privi di glutine e più ricchi di nutrienti rispetto al mais o riso. Bisogna quindi capire sempre cosa contengono i cibi”. Nello specifico il glutine come viene sostituito? “Non sono un tecnologo alimentare e quindi mi è difficile rispondere però è chiaro che la funzione del glutine, quella cioè di intrappolare l’aria e favorire la lievitazione nel pane come nella pizza; a seconda degli accorgimenti tecnologici adottati può non essere aggiunto nulla oppure sostanze, magari addensanti, come certe farine, senza glutine, o sostanze come la carragenina”.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/08/celiachia-il-gluten-free-fa-dimagrire-no-e-lesatto-contrario/22332/

Perché si ingrassa: 7 cose che forse non sapevi.

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Perché si ingrassa: 7 cose che forse non sapevi.

7 cose che non sapevi sul perché si ingrassa. Così prendiamo peso senza rendercene conto

C’è chi pensa di avere inventato la dieta definitiva e infallibile, chi segue quella dissociata, chi fa lo yo-yo (su e giù col peso) sulla bilancia, chi salta i pasti, chi va avanti a colpi di tisane (salvo poi crollare esausto dopo pochi giorni e ricominciare ad abbuffarsi)… Quando si tratta di dimagrire, o comunque non ingrassare, ciascuno pensa di avere la propria ricetta risolutiva.

Ecco allora 7 cose sorprendenti sui chili di troppo.

1) Chi mangia in fretta ingrassa prima – Mangiare senza fretta, masticando con cura, è il segreto per evitare di ingrassare. Il motivo? Chi divora il pasto (per abitudine o magari solo perché è in ansia da pausa pranzo al lavoro…) non ha il tempo di avvertire il senso di sazietà. Lo ha dimostrato uno studio condotto da Alexander Kokkinos dell´ospedale Laiko ad Atene (Grecia), secondo cui gli ormoni che devono spegnere l´appetito dopo ogni pasto (comunicando al cervello che siamo ormai satolli) non sono prodotti in quantità sufficiente a indurre sazietà quando ingoiamo cibo troppo velocemente. Per cui, apparentemente ancora affamati, si continua a mangiare, per rendersi conto solo dopo di aver mangiato troppo. E rimpiangere la dieta…

2) Chi dorme poco tende a ingrassare – Diversi studi hanno rilevato una relazione tra la mancanza di sonno e l´obesità, il diabete e malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca della University of California Los Angeles ha spiegato il perché: chi dorme poco o soffre di insonnia ha livelli il 30% più bassi dell´ormone grelina, prodotto dallo stomaco per aumentare l’appetito e responsabile quindi del controllo della fame. Un´alterata regolazione ormonale causa, nel lungo termine, l´aumento di peso nelle persone che dormono troppo poco.

3) Mangiare tanti latticini aiuta a bruciare più grassi– La chiave per mantenere sotto controllo il peso forma? Inserire latticini in quantità nella propria dieta quotidiana. È la teoria a conclusione di una ricerca pubblicata dalla rivista “Nutrition & Metabolism”, secondo cui latte e derivati potrebbero aiutare l’organismo a bruciare più grasso e a ingerire più calorie senza per questo mettere su chili di troppo. Da notare, però, che lo studio è stato finanziato da un soggetto direttamente interessato, il National Dairy Council.

4) Dimagrire è più facile in montagna– Grazie all´aria rarefatta dell’alta quota, bruciare i grassi può essere più facile. Lo sostiene una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell´Università Ludwig Maximillians di Monaco e pubblicato sulla rivista “Obesity”. Lo studio ha coinvolto all´incirca una ventina di persone con un indice di massa corporea in media di quasi 34, ben al di sopra dell´indice consigliato. Ma dopo aver passato un mese in montagna (dove l´aria è rarefatta e non molto ricca di ossigeno, più leggera rispetto a quella che si trova ai livelli del mare), i soggetti avevano perso qualche chilo. Le condizioni uniche in cui hanno vissuto, hanno accelerato il metabolismo, ridotto l´appetito e i livelli della pressione sanguigna.

5) Mangiare la sera non fa ingrassare – Quello che fa prendere peso non è tanto il momento in cui si consuma un pasto, ma il totale delle calorie che si consumano durante l’arco della giornata. Va fatta, però, una precisazione: a fine giornata la stanchezza potrebbe far vacillare la vostra determinazione a seguire la dieta e potreste essere indotti a consumare alimenti più calorici che in altri momenti della giornata. Insomma: tenete d’occhio calorie e porzioni, ma sentitevi liberi di mangiare quando volete.

6) Saltare un pasto non aiuta a dimagrire. Tutt’altro… – Se salterete un pasto nella speranza di vedere scendere l’ago della bilancia, aspettatevi un’amara sorpresa: arriverete affamati al pasto successivo e mangerete più del consentito. Non solo, saltare i pasti porta a un abbassamento del metabolismo che vi farà bruciare meno calorie. Insomma, è inutile. Attenetevi ai cinque pasti consigliati dal dietologo (colazione, pranzo, cena più merenda e spuntino).

7) Le calorie non sono affatto tutte uguali – Per raggiungere le 1.400 calorie previste dalla vostra dieta, non fa differenza, per esempio, quanto formaggio mangiate. Quello che conta davvero sono gli alimenti che più danno un senso di sazietà, oltre che essere più ricchi di alcuni nutrienti. Per fare un esempio: 100 calorie di una mela valgono di più delle 100 calorie di una fetta di pane bianco. Per sentirvi sazi, quindi, consumate cibi ricchi di fibre e acqua come la frutta e le verdure.

Cinque potentissimi antibiotici che non richiedono la prescrizione medica !!

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Cinque potentissimi antibiotici che non richiedono la prescrizione medica !!

Sempre disponibili ed efficaci, per prevenire e curare ogni infezione e batterio, erbe e piante sono per la maggior parte sicure e per di più senza effetti collaterali. Preparazioni, decotti ed infusi a base di erbe, possono essere utilizzati come alternativa ai farmaci tradizionali per tutti coloro che vogliono limitare o ridurre l’uso degli antibiotici chimici.
E allora ecco nel dettaglio 5 antibiotici naturali, per affrontare senza timori raffreddori, febbri ma anche brutte bronchiti.

1) Origano: olio essenziale

Una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina grazie al suo particolare profumo, per arricchire il sapore di carne, pesce, verdure, zuppe, stufati ed insalate, l’origano in realtà è particolarmente prezioso anche alla nostra salute, grazie alle sue innumerevoli proprietà terapeutiche. Infatti questa pianta tipica del mediterraneo, in virtù dei suoi principi attivi quali i fenoli, le proteine, i sali minerali e le vitamine di cui è una buona fonte, è un ottimo rimedio se usato qualeanalgesico, antisettico e antispasmodico. In particolare, l’olio essenziale di origano è il più potente antisettico tra tutti gli olii finora conosciuti, ed è attivo contro tutte le forme virali. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che è in grado di uccidere quasi la totalità di batteri più comuni come lo stafilococco. Proprio per questo è molto usato nell’aromaterapia per curare problemi all’apparato respiratorio, febbre, bronchite, tosse ma anche asma, mal di denti, vaginiti, reumatismi, intossicazioni alimentari e se non bastasse è anche un ottimo rimedio contro la cellulite. Ovviamente maggiore è la concentrazione, più alta è la sua efficacia quali antibiotico naturale, quindi cercate di scegliere un olio essenziale bio e soprattutto il più possibile puro.

2) Estratto di foglie d’olivo

Utilizzate già dai tempi remoti quali medicinale, l’estratto delle foglie di olivo è ancora oggi uno dei più potenti antibiotici che la natura ci offre. Non solo antibatterico, antimiotico, anti-invecchiamento, antinfiammatorio, ma il liquido estratto dalle foglie fresche dell’olivo sembra avere anche capacità antiossidanti e dunque aiuta a proteggere il corpo dai radicali liberi. Alcune ricerche sulla foglia d’olivo hanno dimostrato essere questa particolarmente efficace nel trattamento di alcuni tumori al fegato, alla prostata, al colon, della pelle e della mammella. Un estratto dunque miracoloso, usato molto dalla medicina alternativa come rimedio per combattere semplici raffreddori ma anche malattie più gravi quali i tumori, o per ridurre il colesterolo e migliorare la circolazione del sangue e dunque ridurre il rischio di infarto.

3) Aglio

Il re degli antibiotici naturali, antifungini, antivirali, l’aglio dovrebbe essere aggiunto, quotidianamente, alla dieta alimentare soprattutto in questo particolare periodo dell’anno. L’aglio infatti contiene potassio e germanio, due minerali indispensabili per una buona salute, ed in particolare l’allicina che non solo conferisce all’aglio il suo odore forte ma anche la maggior parte delle sue proprietà, che ci aiutano adaumentare le difese immunitarie e dunque che agiscono come antibiotici naturali. Quindi anche per chi preferisce evitarlo, fate un piccolo sforzo e iniziate ad aggiungere ai vostri piatti, una bella e consistente spolverata di aglio ovviamente fresco, e sempre senza esagerare.

4) Tè verde

Utilizzato nella medicina tradizionale cinese e indiana per molte delle sue proprietà curative, il tè verde continua ad essere venerato oggi da molti medici, ma anche ad essere spesso oggetto di studi volti a scoprire tutti i suoi effettivi benefici per la salute. Una delle proprietà principali del tè verde è quella di essere un importante antiossidante naturale, proprio grazie alle catechine in esso contenute ed in particolare la epigallocatechina gallato (EGCG) molto efficace contro alcuni ceppi di batteri ma soprattutto in grado di aumentare le difese antiossidanti e quindi a migliorare in genere il tessuto cellulare. Vari test effettuati su bevitori regolari di tè verde, hanno dimostrato che questi hanno unrischio minore di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare ma anche tumore e cancro. Inoltre bere quotidianamente tè verde aiuta a perdere peso. Questo perché grazie alle sue proprietà termogeniche promuove l’ossidazione dei grassi, nonché la stimolazione del metabolismo ma senza incidere sull’apparato cardiovascolare. Dunque bere almeno una tazza di tè verde al giorno fa’ bene alla nostra salute, ma sembrerebbe meglio godersi questa preziosa bevanda naturale, almeno senza l’aggiunta di latte(quello di soia è permesso in quanto non inibisce le proprietà del tè).

5) Zenzero

Lo zenzero, pianta officinale appartenente alla famiglia delle Zinziberacee, è originario dell’Asia orientale. Da Ippocrate a Confucio, fino ai giorni nostri, è stato usato in molte culture del mondo. Recenti studi hanno individuato nello zenzero uno dei dieci alimenti, dotati dei più alti livelli di attività anti-cancro. Esso, infatti, avrebbe una funzione protettiva contro i tumori in particolare quello del colon retto. Inoltre, è in grado di guarire numerosi disturbi comuni. A partire da raffreddori e influenza grazie al suo rizoma carnoso che contiene principi attivi qualizingiberene, gingeroli e shogaoli,resine e mucillagini in grado di sciogliere il muco e liberare i bronchi. Per usufruire degli effetti benefici dello zenzero bisognerebbe assumere una quantità compresa tra i 10 e i 30 grammi al giorno. Potete prepararvi uno sciroppo facendolo bollire fresco per 30 minuti in una tazza di acqua aggiungendo zucchero o miele, oppure gettarvi a capofitto nella preparazione di una tisana disinfettante e rinvigorente come quella a base di zenzero, cannella e chiodi di garofano su una base di tè bancha.
Gloria Mastrantonio

La dieta va bene, ma attenzione: diminuire il consumo di pasta e pane aumenta il rischio di carenza di vitamina B9

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La dieta va bene, ma attenzione: diminuire il consumo di pasta e pane aumenta il rischio di carenza di vitamina B9

Ogni volta che la bilancia inizia a chiedere “pietà”, la prima mossa è sempre quella di eliminare dalla dieta i carboidrati e, in particolare, pane e pasta. Niente di più sbagliato! Pane e pasta, infatti, sono ricchi di una preziosa vitamina: la B9.

La vitamina B9 (o acido folico) non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo. Si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, limoni, kiwi e fragole, e nel fegato.

Negli ultimi decenni, l’acido folico, è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi, il fabbisogno di folato si raddoppia perché il feto utilizza le riserve materne.

Anche se il suo ruolo non è conosciuto nei dettagli, la vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come, appunto, i tessuti embrionali.

L’acido folico contribuisce, inoltre, a prevenire altre situazioni di rischio alla salute: abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti.

La dieta mediterranea, per com’è strutturata, apporterebbe la giusta quantità di acido folico. Il problema è che negli ultimi anni il consumo di pane e pasta si sta contraendo sempre di più proprio perché questi alimenti sono i primi ad essere banditi dalle diete ipocaloriche, soprattutto dalle giovani donne. Proprio le giovani donne, però, avrebbero necessità di assumere vitamina B9 nel giusto quantitativo perché in età fertile.

In America – per sopperire alle mancanze dell’alimentazione del popolo anglosassone – da anni vengono usate per legge delle farine “fortificate” che contengono proprio vitamina B9. Pane, pasta e vegetali,infatti, nella dieta degli inglesi o degli americani, sono quasi assenti a favore di un consumo prevalente di grassi e proteine.

Se si facesse la stessa cosa in Italia, si rischierebbe di dare cibo vitaminizzato anche a chi non ne ha bisogno facendo correre dei rischi inutili ad una parte di popolazione. Esistono, infatti, delle complicazioni dovute all’assunzione di quantitativi elevati di acido folico: malattie neurologiche e stati di irritabilità.

Dalle tesi del meeting di Roma è emerso che, probabilmente, la soluzione migliore sarebbe quella di far assumere degli integratori a chi ha bisogno di una dose maggiore di acido folico, il problema, però diventa la disponibilità della persona ad assumere un “farmaco”.

Noi crediamo che la soluzione sia una sola e pure semplice: seguire un’alimentazione corretta e bilanciata. Ovvero, la dieta mediterranea!

Silvia Pluchinotta

tratto da: https://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/2129-alimentazione-diminuire-il-consumo-di-pasta-e-pane

Noci e altra frutta a guscio, per vivere più a lungo !!

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Noci e altra frutta a guscio, per vivere più a lungo !!

La frutta secca fa bene al cuore e allunga la vita. Ecco quanto emerso in un simposio dal titolo “Nuts in Health and Disease”, organizzato dall’international Nut and Dried Fruit Council.

Che la frutta secca faccia bene, lo abbiamo ripetuto più e più volte. Abbiamo spiegato, ad esempio, il potere energetico e curativo delle mandorle, le proprietà benefiche delle noci, abbiamo descritto le ricerche scientifiche volte a dimostrare come una manciata di questa frutta a guscio al giorno migliori le condizioni di vita delle persone.

Più precisamente, 15 g di noci, 7,5 g di nocciole e 7,5 g di mandorle. Questi sono i numeri che risultano dal simposio Nuts in Health and Disease, che raccoglie tutta una serie di dati scientifici a favore di questa tesi.

Durante il congresso, i ricercatori hanno presentato i risultati di numerosi studi che confermano le proprietà benefiche della frutta a guscio. Tra queste proprietà vi sono i benefici a caricodell’apparato cardiovascolare, delle funzioni renali, del cervello e del cuore.

Alcune ricerche…

Una delle ricerche condotte, ad esempio, ha evidenziato come 15 g di noci, 7,5 g di nocciole e 7,5 g di mandorle riducano del 28% l’incidenza delle malattie cardiovascolari e le morti associate. Lo stesso studio, presentato dalla dottoressa Mònica Bullò, ha sottolineato come una regolare assunzione di pistacchi comporti una riduzione del diabete di tipo 2.

Ancora, un altro studio epidemiologico, presentato dal professor Frank Hu dell’Università di Harvard, ha mostrato come l’aumento del consumo di noci (cinque o più volte alla settimana) sia associato con un rischio inferiore del 30% delle malattie cardiovascolari.

La frutta secca migliore per prevenire le malattie

Dalle evidenze scientifiche presentate durante il simposio, traiamo spunto per fare un piccolo elenco di tipi di frutta secca che possono aiutarci a vivere meglio.

Noci per il cuore

Le noci, lo sappiamo, sono ricche di grassi omega-3, utili per il nostro cuore. Forse quello che invece non tutti sanno è che contengono anche elevate quantità di acido alfa linoleico(ALA). Uno studio spagnolo condotto dal dottor Emilio Ros nel 2006 ha suggerito che l’ALA può aiutare le aritmie cardiache e che le noci sono efficaci per ridurre l’infiammazione e l’ossidazione nelle arterie dopo aver mangiato un pasto grasso. Gli autori di questo studio consigliano circa otto noci al giorno per ottenere benefici simili.

Noci del Brasile, per il cancro alla prostata

Le noci del Brasile sono piene di selenio, un minerale che può proteggere contro il cancro alla prostata e altre malattie. È necessario però usarlo con parsimonia. Recenti ricerche hanno suggerito che troppo selenio può aumentare il rischio del diabete di tipo 2. Premesso dunque che bisogna fare attenzione nel consumare troppe noci del brasile, possiamo dire che questi frutti sono carichi di beta-sitosterolo, un fitosterolo largamente diffuso che può aiutare ad alleviare i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna (IPB), o dell’ingrossamento della prostata. 

Mandorle per tutto il corpo

Delle mandorle abbiamo già parlato, lo sappiamo, ma è bene sempre ricordare che è un ottimo alimento utile per tutto il corpo. Le mandorle contengono più calcio di qualsiasi altra frutta secca e sono ricche di fibre e vitamina E, antiossidanti naturali che aiutano a combattere le infiammazioni e l’invecchiamento cellulare. Sono versatili e vanno consumate con la buccia.

Quindi, a parte la presenza di specifiche controindicazioni, consumiamo più frutta a guscio, alternando le tipologie di volta in volta. Questo farà bene non solo al nostro organismo, ma anche al nostro umore.

 

 

Alimenti – La data di scadenza: leggete questo prima di buttarli.

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Alimenti – La data di scadenza: leggete questo prima di buttarli.

 

Tutti abbiamo annusato cibo nel frigorifero che ha appena passato la sua data di scadenza, e ci siamo chiesti se fosse sicuro mangiarlo o utilizzarlo in qualche modo.

Che si tratti di formaggio che ha fatto la muffa, di latte che è fermentato ed è diventato acido o di carne che è diventata traslucida con il tempo, ci siamo tutti chiesti se buttarlo o riutilizzarlo

Naturalmente, si dovrebbe sempre fare attenzione, soprattutto se sei anziano, in stato di gravidanza o in cattive condizioni di salute. Tuttavia, non ho potuto fare a meno di sentire che la Food Standards Agencyha lanciato un avvertimento drammatico: molti stanno giocando con la nostra salute attraverso l’indifferenza e l’ignoranza su ciò che mangiamo.

Secondo l’Agenzia, non meno del 40 per cento dei consumatori sono disposti a mangiare cibo che va oltre la sua data di scadenza, mentre più di due terzi delle persone controllano la sicurezza dei prodotti semplicemente annusandoli o esaminando il loro colore… test irrimediabilmente inaffidabili.

L’Agenzia sostiene che, anche in conseguenza di questo approccio informale, la Gran Bretagna sta soffrendo di una epidemia di intossicazione alimentare, con 1,7 milioni di casi che si verificano ogni anno ormai.

Mentre fanno bene a richiamare l’attenzione sulla necessità di igiene in cucina e una migliore aderenza alle date di scadenza, è sbagliato dare tutta la colpa per l’epidemia di avvelenamento al consumatore, dal momento che gran parte del cibo che compriamo dai supermercati – a base di carne cruda in particolar modo – è già pericolosamente contaminata, grazie alla fabbricazione agricola intensiva.

Le date di scadenza sono, naturalmente, una parte integrante della nostra distribuzione alimentare moderna, per cui i supermercati, come per promuovere il concetto di ‘spesa settimanale‘con la cultura di ‘scorta’ per diversi giorni in anticipo, da l’illusione di freschezza con vasti frigoriferi ad alta tecnologia.

Ma la realtà è che il modello tradizionale di consumo è molto più sicuro, quando la produzione veniva mangiata il giorno stesso nel quale veniva acquistata a causa della mancanza di refrigerazione, non si correvano i rischi di intossicazioni.

Ma, date di scadenza, ormai, sono una parte inevitabile della nostra società di vendita al dettaglio urbanizzata ed è sciocco ignorarle. Che cosa è fondamentale per capire, però, è la differenza tra le diciture delle etichette, qualcosa che sembra spesso di confondere i consumatori.

Da consumare entro” indica che può essere pericoloso mangiare il prodotto dopo la data indicata, mentre “Da consumare preferibilmente entro” significa che  il cibo sarà non sarà più al suo apice di bontà ma non sarà pericoloso.

Quindi i biscotti digestivi o i biscotti d’avena potrebbero diventare un po’ morbidi dopo la data di scadenza, ma sarebbero ancora perfettamente innocui!

Con così tante informazioni e consigli in giro, come possiamo essere certi di che cosa è sicuro mangiare?

Vi è certamente una zona grigia – qui di seguito una guida ad alcuni dei principi fondamentali che dovrebbero tenere al sicuro la cucina…

Guida ai cibi

Come regola generale, le cose che sono molto salate (sottaceti, per esempio),zuccherine (miele o marmellata), fermentate (crauti) o secche (biscotti) sono a basso rischio di e si possono utilizzare.

Perché? Beh, in sostanza, ci sono cinque modi per uccidere i batteri per garantire la sicurezza degli alimenti.

In primo luogo, il cibo può essere conservato in liquidi acidi come l’aceto, il processo che ci dà sottaceti. Si può mangiare sottaceti molto dopo la data impressa sul barattolo.

In secondo luogo, utilizzare grandi quantità di zucchero può essere un metodo molto efficace di conservazione, che è la ragione per la quale i prodotti molto dolci come la torta di frutta e e la marmellata possono essere consumati ben oltre la loro data di scadenza. In effetti, il miele recentemente scoperto in Egitto ha dimostrato di essere sia commestibile e perfettamente innocuo dopo circa 5.000 anni!

In terzo luogo, il processo di fermentazione, utilizzato in piatti come i crauti tedeschi, conserva il cibo in modo efficace, così come i metodi tradizionali di salagione, stagionatura ed essiccazione a base di carne e pesce.

Correttamente fatto il salame italiano – non il tipo commerciale – può durare un anno intero, solo diventando progressivamente più secco, ma rimanendo buono da mangiare.

Infine, e più semplicemente, dopo la cottura di qualsiasi prodotto si distruggerà la maggior parte dei batteri, in quanto non possono sopravvivere a temperature estreme.

Per esempio, dove la carne è diventata scura a causa dell’esposizione all’aria, non è necessario buttarla, basta cuocerla a fuoco alto.

Tuttavia, una parola di avvertimento. Nonostante quello che alcuni pensano, il lavaggio della carne sotto l’acqua non fa alcuna differenza per i batteri contenuti all’interno. In effetti, può anche essere controproducente, e favorire la diffusione  di batteri su il lavello della cucina, sulle superfici e sui panni.

E ancora… Il pane andato a male va bene da mangiare se si taglia via la muffa.

Il formaggio a pasta dura come il cheddar anche se è coperto di muffa sulla parte esterna, basta tagliarla via e consumarne l’interno!

Lo stesso, tuttavia, non è vero per formaggi molli come il brie o camembert, che possono favorire i batteri nocivi, una volta che hanno perso la loro freschezza.

Sorprendentemente, le date di scadenza non sono una preoccupazione con le uova. Possono ancora essere utilizzati in un pan di spagna oppure sode in un’insalata molto tempo dopo la loro data di scadenza, anche se non dovrebbero essere mangiate strapazzate, fritte o alla coque se sono state lasciate li per troppo tempo.

Nella stessa ottica, latte acido rende grandi le frittelle. L’atto di cucinare il latte uccide tutti i batteri nocivi presenti. Potete anche provare a lasciare andare a male il latte per farne un plum cake… sarete strabiliati da quanto è buono!

Di contro in nessun caso le carni devono essere consumati oltre la loro data di scadenza. Pollame e carne di maiale sono di gran lunga le maggiori fonti di avvelenamento da cibo in Gran Bretagna, un problema aggravato dai metodi di allevamento di fabbrica che diffonde la contaminazione.

Un recente rapporto del gruppo Compassion in World Farming ha dimostrato che lo stress cronico imposto agli animali allevati intensivamente riduce notevolmente l’efficacia dei loro sistemi immunitari, che li rende più inclini a diventare pieni di batteri nocivi.

Al contrario, si è riscontrato che, con gli animali ruspanti, i batteri pericolosi tendono a rimanere nell’intestino anziché penetrare la carne, mentre la loro capacità di foraggio all’aperto inibisce la crescita del virus E.coli.

Allo stesso modo, gli animali che vivono all’aperto beneficiano di luce solare che distrugge molti batteri, in particolare quelli che diffondono l’influenza suina e aviaria. I raggi UV del sole uccidono i batteri!!

I due terzi di tutto il pollo fresco in vendita in Gran Bretagna è già contaminato con i batteri Campylobacter. Nel peggiore dei casi, questo può essere fatale, soprattutto per chi è fragile fisicamente e per gli anziani. Si stima che ogni anno circa 100 cittadini britannici sono uccisi dal campylobacter.

Un’altra cosa da evitare sono i tramezzini e panini venduti in luoghi come le stazioni di servizio che sono messi insieme in enormi fabbriche. Essi possono poi stare per giorni confezionati prima di essere trasportati al venditore. Inoltre, i loro ingredienti, pollo o gamberi soprattutto cotti, comportano un rischio pesante di batteri nocivi.

E comunque per tutte le cose ci vuole un po’ di attenzione, comprando carne fresca da allevamenti biologici, frutta e verdura biologica o coltivandola da se ed evitando i cibi troppo elaborati, potremmo essere abbastanza sicuri di quello che mettiamo nei nostri piatti!

 

Dieci cibi che puoi mangiare dopo la scadenza:

1. Patatine. La grande quantità di sale presente fa sì che si conservino a lungo.

2. Cioccolato. Stesso discorso delle patatine, solo che qui è la quantità di zucchero a garantirne la conservazione.

3. Ketchup. Condimenti come questo riescono a conservarsi anche per un anno oltre la data di scadenza se tenuti in un luogo fresco e asciutto o in frigorifero.

4. Yogurt. Può durare fino a sei settimane oltre la data di scadenza. Nel caso in cui si creasse uno strato di muffa, basta rimuoverla con il cucchiaino e mangiare quello che c’è sotto.

5. Formaggio a pasta dura o stagionato. Se inizia ad apparire un po’ di muffa è sufficiente raschiarla via con un coltello. Del resto, molti formaggi come il gorgonzola sono fatti con la muffa. Da evitare tassativamente quelli a pasta molle, come il brie o il camembert.

6. Latte. Finché non inizia ad avere un cattivo odore e a rapprendersi può essere consumato.

7. Uova. Per capire se sono buone basta immergerle in una ciotola d’acqua: se galleggiano, probabilmente al loro interno si sono accumulati gas e batteri e quindi è meglio scartarle. Se invece affondano, probabilmente sono ancora buone.

8. Pane. Anche se è un po’ stantio, si può riscaldare nel forno. L’importante è che non abbia della muffa sopra.

9. Riso. Può durare mesi o addirittura anni oltre la data di scadenza.

10. Frutta e verdura. Qui vale la regola del buon senso. Se non c’è muffa e non sono mollicce, allora possono essere mangiate tranquillamente.

 

by Curiosity