Attenzione – I cibi senza glutine fanno dimagrire? No! È l’esatto contrario: fanno prendere peso più velocemente.

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Attenzione – I cibi senza glutine fanno dimagrire? No! È l’esatto contrario: fanno prendere peso più velocemente.

 

Celiachia: “Il gluten free fa dimagrire? No, è l’esatto contrario”

“Chi non è celiaco e consuma i cibi gluten free perché crede che siano alimenti dietetici compie una grande sciocchezza: i prodotti senza glutine tutto fanno eccetto che aiutare a dimagrire perché hanno un indice glicemico più alto degli alimenti tradizionali. Stiamo attenti quindi alle tendenze e alle mode a tavola”.
Andrea Ghiselli, nutrizionista, conosciuto ai lettori del nostro giornale, è dirigente di ricerca del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, e insieme a lui nel numero di gennaio de Il Salvagente dedicato al “Lato oscuro del gluten free” abbiamo cercato di capire quali problematiche nascondono i cibi gluten free per chi non è intollerante alla proteina del grano.

La Settimana della celiachia per sfatare falsi miti

Riproponiamo questa intervista alla vigilia della Settimana della celiachia (13-21 maggio prossimi) organizzata dall’Aic, Associazione Italiana Celiachia Onlus, che ha lanciato l’allarme: “Sono 6 milioni gli italiani che mangiano senza glutine senza essere celiaci e spendendo ogni anno 105 milioni di euro per alimenti di cui in realtà non avrebbero bisogno. Spinti da falsi miti e dalle mode di star, starlette e superstar non mangiano nulla che contenga glutine, convinti di avere benefici per la salute e per la forma fisica”.

Da recenti indagini sui consumatori risulta che 1 italiano su 10 ritiene che la dieta gluten free sia più salutare e che 3 su 10 pensano che faccia dimagrire. False credenze smentite da gastroenterologi e nutrizionisti che, al contrario, possono portare a conseguenze negative per la salute. Chi si mette a dieta senza glutine senza una diagnosi precisa, infatti, “rischia – avvertono da Aic – di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei suoi malesseri”.

Ghiselli: “I cibi senza glutine fanno prendere peso più velocemente”

“Facciamo prima una premessa. Se un consumatore celiaco ingerisce glutine subisce un’infiammazione dell’intestino e non è più capace di assorbire nutrienti. In genere è un soggetto che difficilmente prende peso, ha carenza di minerali come il ferro, è più vulnerabile”. Il rimedio? “I cibi senza glutine rimettono a posto la mucosa intestinale che torna ad assorbire nutrienti e, complice anche un indice glicemico più alto, fanno prendere peso più rapidamente”. Ovvero producono l’effetto contrario di quello sperato da chi li sceglie per mettersi a dieta. “Chi vuole dimagrire e mangia gluten free compie una grande sciocchezza”, aggiunge Ghiselli.
Perché questi cibi hanno un indice glicemico più alto? Le proteine concorrono alla diminuzione dell’indice glicemico e il glutine è un composto proteico contenuto nel frumento. “Togliendolo dai cibi – aggiunge il nutrizionista – l’indice glicemico si alza notevolmente. Per rimediare a questo, oltre che per motivi di gusto, possono essere aggiunti negli alimenti gluten free grassi che abbassano l’indice glicemico ma hanno un costo calorico elevato”. Si torna al punto di partenza: chi pensa di perdere peso con prodotti senza…

La carenza di fibra, sali minerali e vitamine

Un’altra problematica che riguarda i cereali naturalmente senza glutine è la relativa maggiore carenza di fibra, sali minerali e vitamine.

Sono davvero meno nutrienti? “Distinguiamo: i cereali che naturalmente non contengono glutine, come riso e mais, hanno meno fibra, sali minerali e vitamine rispetto ai tradizionali frumento, orzo, segale. Tuttavia ci sono anche i cosiddetti ‘pseudo cereali’, come l’amaranto, il grano saraceno e la quinoa che sono naturalmente privi di glutine e più ricchi di nutrienti rispetto al mais o riso. Bisogna quindi capire sempre cosa contengono i cibi”. Nello specifico il glutine come viene sostituito? “Non sono un tecnologo alimentare e quindi mi è difficile rispondere però è chiaro che la funzione del glutine, quella cioè di intrappolare l’aria e favorire la lievitazione nel pane come nella pizza; a seconda degli accorgimenti tecnologici adottati può non essere aggiunto nulla oppure sostanze, magari addensanti, come certe farine, senza glutine, o sostanze come la carragenina”.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/08/celiachia-il-gluten-free-fa-dimagrire-no-e-lesatto-contrario/22332/

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Perché si ingrassa: 7 cose che forse non sapevi.

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Perché si ingrassa: 7 cose che forse non sapevi.

7 cose che non sapevi sul perché si ingrassa. Così prendiamo peso senza rendercene conto

C’è chi pensa di avere inventato la dieta definitiva e infallibile, chi segue quella dissociata, chi fa lo yo-yo (su e giù col peso) sulla bilancia, chi salta i pasti, chi va avanti a colpi di tisane (salvo poi crollare esausto dopo pochi giorni e ricominciare ad abbuffarsi)… Quando si tratta di dimagrire, o comunque non ingrassare, ciascuno pensa di avere la propria ricetta risolutiva.

Ecco allora 7 cose sorprendenti sui chili di troppo.

1) Chi mangia in fretta ingrassa prima – Mangiare senza fretta, masticando con cura, è il segreto per evitare di ingrassare. Il motivo? Chi divora il pasto (per abitudine o magari solo perché è in ansia da pausa pranzo al lavoro…) non ha il tempo di avvertire il senso di sazietà. Lo ha dimostrato uno studio condotto da Alexander Kokkinos dell´ospedale Laiko ad Atene (Grecia), secondo cui gli ormoni che devono spegnere l´appetito dopo ogni pasto (comunicando al cervello che siamo ormai satolli) non sono prodotti in quantità sufficiente a indurre sazietà quando ingoiamo cibo troppo velocemente. Per cui, apparentemente ancora affamati, si continua a mangiare, per rendersi conto solo dopo di aver mangiato troppo. E rimpiangere la dieta…

2) Chi dorme poco tende a ingrassare – Diversi studi hanno rilevato una relazione tra la mancanza di sonno e l´obesità, il diabete e malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca della University of California Los Angeles ha spiegato il perché: chi dorme poco o soffre di insonnia ha livelli il 30% più bassi dell´ormone grelina, prodotto dallo stomaco per aumentare l’appetito e responsabile quindi del controllo della fame. Un´alterata regolazione ormonale causa, nel lungo termine, l´aumento di peso nelle persone che dormono troppo poco.

3) Mangiare tanti latticini aiuta a bruciare più grassi– La chiave per mantenere sotto controllo il peso forma? Inserire latticini in quantità nella propria dieta quotidiana. È la teoria a conclusione di una ricerca pubblicata dalla rivista “Nutrition & Metabolism”, secondo cui latte e derivati potrebbero aiutare l’organismo a bruciare più grasso e a ingerire più calorie senza per questo mettere su chili di troppo. Da notare, però, che lo studio è stato finanziato da un soggetto direttamente interessato, il National Dairy Council.

4) Dimagrire è più facile in montagna– Grazie all´aria rarefatta dell’alta quota, bruciare i grassi può essere più facile. Lo sostiene una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell´Università Ludwig Maximillians di Monaco e pubblicato sulla rivista “Obesity”. Lo studio ha coinvolto all´incirca una ventina di persone con un indice di massa corporea in media di quasi 34, ben al di sopra dell´indice consigliato. Ma dopo aver passato un mese in montagna (dove l´aria è rarefatta e non molto ricca di ossigeno, più leggera rispetto a quella che si trova ai livelli del mare), i soggetti avevano perso qualche chilo. Le condizioni uniche in cui hanno vissuto, hanno accelerato il metabolismo, ridotto l´appetito e i livelli della pressione sanguigna.

5) Mangiare la sera non fa ingrassare – Quello che fa prendere peso non è tanto il momento in cui si consuma un pasto, ma il totale delle calorie che si consumano durante l’arco della giornata. Va fatta, però, una precisazione: a fine giornata la stanchezza potrebbe far vacillare la vostra determinazione a seguire la dieta e potreste essere indotti a consumare alimenti più calorici che in altri momenti della giornata. Insomma: tenete d’occhio calorie e porzioni, ma sentitevi liberi di mangiare quando volete.

6) Saltare un pasto non aiuta a dimagrire. Tutt’altro… – Se salterete un pasto nella speranza di vedere scendere l’ago della bilancia, aspettatevi un’amara sorpresa: arriverete affamati al pasto successivo e mangerete più del consentito. Non solo, saltare i pasti porta a un abbassamento del metabolismo che vi farà bruciare meno calorie. Insomma, è inutile. Attenetevi ai cinque pasti consigliati dal dietologo (colazione, pranzo, cena più merenda e spuntino).

7) Le calorie non sono affatto tutte uguali – Per raggiungere le 1.400 calorie previste dalla vostra dieta, non fa differenza, per esempio, quanto formaggio mangiate. Quello che conta davvero sono gli alimenti che più danno un senso di sazietà, oltre che essere più ricchi di alcuni nutrienti. Per fare un esempio: 100 calorie di una mela valgono di più delle 100 calorie di una fetta di pane bianco. Per sentirvi sazi, quindi, consumate cibi ricchi di fibre e acqua come la frutta e le verdure.

La dieta va bene, ma attenzione: diminuire il consumo di pasta e pane aumenta il rischio di carenza di vitamina B9

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La dieta va bene, ma attenzione: diminuire il consumo di pasta e pane aumenta il rischio di carenza di vitamina B9

Ogni volta che la bilancia inizia a chiedere “pietà”, la prima mossa è sempre quella di eliminare dalla dieta i carboidrati e, in particolare, pane e pasta. Niente di più sbagliato! Pane e pasta, infatti, sono ricchi di una preziosa vitamina: la B9.

La vitamina B9 (o acido folico) non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo. Si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, limoni, kiwi e fragole, e nel fegato.

Negli ultimi decenni, l’acido folico, è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi, il fabbisogno di folato si raddoppia perché il feto utilizza le riserve materne.

Anche se il suo ruolo non è conosciuto nei dettagli, la vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come, appunto, i tessuti embrionali.

L’acido folico contribuisce, inoltre, a prevenire altre situazioni di rischio alla salute: abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti.

La dieta mediterranea, per com’è strutturata, apporterebbe la giusta quantità di acido folico. Il problema è che negli ultimi anni il consumo di pane e pasta si sta contraendo sempre di più proprio perché questi alimenti sono i primi ad essere banditi dalle diete ipocaloriche, soprattutto dalle giovani donne. Proprio le giovani donne, però, avrebbero necessità di assumere vitamina B9 nel giusto quantitativo perché in età fertile.

In America – per sopperire alle mancanze dell’alimentazione del popolo anglosassone – da anni vengono usate per legge delle farine “fortificate” che contengono proprio vitamina B9. Pane, pasta e vegetali,infatti, nella dieta degli inglesi o degli americani, sono quasi assenti a favore di un consumo prevalente di grassi e proteine.

Se si facesse la stessa cosa in Italia, si rischierebbe di dare cibo vitaminizzato anche a chi non ne ha bisogno facendo correre dei rischi inutili ad una parte di popolazione. Esistono, infatti, delle complicazioni dovute all’assunzione di quantitativi elevati di acido folico: malattie neurologiche e stati di irritabilità.

Dalle tesi del meeting di Roma è emerso che, probabilmente, la soluzione migliore sarebbe quella di far assumere degli integratori a chi ha bisogno di una dose maggiore di acido folico, il problema, però diventa la disponibilità della persona ad assumere un “farmaco”.

Noi crediamo che la soluzione sia una sola e pure semplice: seguire un’alimentazione corretta e bilanciata. Ovvero, la dieta mediterranea!

Silvia Pluchinotta

tratto da: https://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/2129-alimentazione-diminuire-il-consumo-di-pasta-e-pane